Recensioni 'La danese'

ARTE E LETTERATURA / STORIA DEL PRIMO TRANSESSUALE

Marito mio, sei meglio donna

Einar e Gerda. Tutti e due pittori. Una coppia modello. Con un unico problema: il cambio di sesso Tutta colpa di un vestito di seta. Un giorno Einar Wegener, apprezzato paesaggista danese, accetta di vestirsi da donna per permettere alla moglie Greta, anche lei pittrice, di completare il ritratto di una cantante lirica. Il contatto con quella stoffa 'tanto delicata e ariosa che sembrava una garza' è una folgorazione che provoca un doppio effetto: Greta trova finalmente, nel marito vestito da donna, la musa ispiratrice per i suoi quadri migliori, e Wegener sarà, nel 1930, il primo uomo a cambiare sesso. Il romanzo che racconta questa storia vera, 'La danese' di David Ebershoff (Guanda), si chiude con l'ex Einar, ribattezzato Lili Elbe, che guarda trasognato un aquilone dal balcone della clinica. Un lieto fine che risparmia gli eventi che seguono: Lili muore poco dopo il secondo intervento, che avrebbe dovuto permetterle una gravidanza; Greta (nella realtà si chiamava Gerda) finisce povera e dimenticata dopo essersi guadagnata da vivere con disegni erotici. Comunque il libro, come spiega una nota, è 'un'opera di fantasia liberamente ispirata alla storia di Einar Wegener e di sua moglie' (un resoconto più fedele si trova su Internet, nel sito: gerda.utopian.net). Si spiega forse così perché il romanzo non sia corredato dalle foto e dai quadri che pubblichiamo in queste pagine: l'edizione originale ha in copertina uno dei ritratti di Einar vestito da donna, l'edizione italiana neppure quello. Negli Stati Uniti il libro, che segna l'esordio del direttore della Modern Library, è stato un successo. Anche perché la storia, che accompagna Einar e Gerda verso nuove vite e nuovi amori, è raccontata con uno stile che non ha nulla di voyeuristico. A Ebershoff non interessa tanto riscoprire il primo transessuale, quanto entrare nella mente di una coppia affiatata anche se apparentemente malassortita: lei alta, forte, sicura; lui esile e minuto, quasi imberbe e dotato di 'seni morbidi, piccoli come ravioli'. E anche, si scoprirà poi, di un paio di ovaie atrofizzate. I critici si sono divisi tra chi considerare il vero protagonista. Di certo il romanzo lascia al lettore, indipendentemente da qualsiasi appartenenza o preferenza sessuale, la possibilità di scegliere a chi sentire più vicino: se il mutevole Einar ('Siamo nati tutti dentro il corpo sbagliato. E tutti lottiamo per accettare il guscio che ci trasporta attraverso questo mondo', ha detto Ebershoff) o l'enigmatica Gerda, che in fondo affronta un dilemma noto a molti innamorati impelagati in storie meno eclatanti: come reagire quando la persona che amiamo cambia radicalmente? Nel romanzo, la moglie sembra fin troppo entusiasta di spingere Einar sulla strada che lo porterà a non essere più un uomo. Un entusiasmo che appare sospetto quando si vedono le foto della vera Gerda con il secondo marito, un macho mediterraneo sposato subito dopo la morte della povera Lili. L’Espresso 18.10.2001

La Danese di David Ebershoff

Realtà storica e invenzione narrativa in una singolarissima storia d'amore Einer Wegener e sua moglie Greta vivono a Copenaghen. Lui dipinge piccoli quadri con il mare in inverno, paludi e brughiere sfumate nella nebbia del Nord; lei, ancora alla ricerca di un'autentica ispirazione, ritrae quasi a grandezza naturale la tronfia committenza borghese cittadina. Un giorno, Greta convince faticosamente il marito, imbarazzato e riluttante, a posare con un abito femminile per poter completare il ritratto di Anna, la cantante lirica loro amica. Ma l'ipnotico movimento del pennello di Greta, animata da un entusiasmo fino allora sconosciuto, e il morbido contatto della stoffa sulla pelle sospingono Einar 'in un mondo d'ombre e sogni', in cui il vestito che indossa potrebbe appartenere a chiunque: 'persino a lui'. Quel giorno Einar scopre che il suo cervello è una noce spaccata in due metà; una appartiene a lui, l'altra a Lili, l'entità femminile che ha involontariamente richiamato dagli angoli più remoti della sua infanzia, dov'era stata relegata per il brusco intervento degli adulti. Ispirandosi alla vicenda reale di Einar Wegener, il paesaggista che agli inizi degli anni trenta si affidò alla chirurgia per cambiare sesso, Ebershoff muove dai temi dell'ambiguità del sentimento umano, del gioco tra realtà e finzione e della fascinazione dell'arte per scrivere un romanzo di ampio respiro, teso fra passato e presente, tra luoghi diversi e distanti - la Danimarca, la Francia, la California - cogliendo con straordinario talento narrativo le mille diffrazioni psicologiche dell'amore e della sensualità. da http://www.ilnuovopiccolo.it/vedi_art.php?prog=1148

Un uomo e una gonna

Un romanzo racconta la storia vera del primo cambio di sesso, in Danimarca di Monica Capuani Einar Wegener è un pittore di paesaggi danese biondo ed efebico. Greta Waud è un'americana ricca e intraprendente, armata del coraggio spavaldo dei pionieri. Alla scuola di Belle Arti di Copenaghen, decide che quel professore timido e impacciato sarà suo, e lo sposa. Un giorno, però, gli chiede di posare per lei con l'abito d'una cantante d'opera cui sta facendo il ritratto. Da quel momento la loro vita non sarà più la stessa. Perché durante la posa in abiti femminili, in Einar all'imbarazzo iniziale si sostituisce una nuova consapevolezza, un agio mai sperimentato prima. Nasce Lili, il suo sé donna, come una epifania dello spirito, un germoglio di femminilità nel tempo sempre più invadente e incoercibile. Nel suo primo romanzo La danese (Guanda, lire 28 mila) David Ebershoff, che dirige a New York la casa editrice The Modern Library, ha scelto di partire dalla storia realmente accaduta al primo uomo che, negli anni '30, riuscì a cambiare sesso. Greta accompagna Einar nei suoi primi passi in abiti da donna. In cambio, quando inizia a ritrarre ossessivamente Lili, il destino le regala il successo. Einar è diviso. Nel peep-show di Parigi registra le pulsioni del suo desiderio sempre più orientato verso gli uomini. E finalmente entra in una clinica di Dresda per intraprendere la dolorosa via crucis chirurgica che lo porterà alla realizzazione di sé. da 'D - Donna di Repubblica' del 30 ottobre 2001

Storia del primo transessuale

getout.it - 28.10.01 Oh mia musa! E' una storia vera quella raccontata nel primo libro di David Ebershoff, scrittore ma anche direttore della casa editrice americana Modern Library. E' la storia di Einar Wegener, pittore paesaggista danese e di sua moglie, Greta, pittrice ritrattista. Un giorno Einar, per permettere alla moglie di completare il ritratto di una cantante lirica, acconsente a vestirsi da donna. Quel momento, quel contatto con la morbidezza degli abiti femminili, furono per Einar una vera e propria folgorazione tanto da diventare, nel 1930, il primo uomo a cambiare sesso. Lili Elbe, la nuova identità di Einar, diventerà anche la musa ispiratrice dei migliori quadri di Greta ( Gerda, nella realtà). Un libro dal rassicurante lieto fine ( Lili è felice e realizzata nella stanza di una clinica dopo l'operazione) ma che cela la parte più dolorosa della realtà. Einer- Lili infatti, sarebbe morta dopo aver subito un secondo intervento che avrebbe dovuto portarla alla fecondità e Greta Gerda avrebbe sposato un macho latino solo pochi mesi dopo la morte del primo marito. Ma anche un'operazione coraggiosa che non si sofferma sul fenomeno da baraccone andando, al di là del comune senso del pudore, a ripescare la storia di una coppia affiatata che sceglie in tutta libertà la strada più praticabile per vivere la propria relazione. Unico rimprovero: nell'edizione italiana, La danese Guanda Editore, non compare nessuna riproduzione, neanche in copertina , delle opere degli artisti che, tutto sommato, sono parte integrante della storia. La risposta, anche se parziale, ce la fornisce lo stesso autore quando puntualizza che la sua è un'opera di fantasia liberamente tratta dalla storia dei due pittori danesi. Perciò, è ovvio, ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale... David Ebershoff ,La danese, Guanda http://www.arcigaymilano.org/Notizie/Trans/tra211028.htm